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domenica 29 marzo 2009

I GIOELLI DEL MARE / THE JEWELS OF THE SEA

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Cristallo di sale di mare / A crystal of sea salt



Vi sono mestieri che misurano il grado di cultura di un popolo. E' questo il caso dell'estrazione del sale, dal mare o dalle miniere, un antico lavoro che ha accompagnato lo sviluppo della nostra civiltà. Dal salario alla via Salaria: bastano questi nomi a ricordare la grandissima importanza avuta nei rapporti sociali e negli scambi commerciali del passato.
I prodotti artigianali del sale marino sono di grande qualità ma con costi decisamente più elevati di quelli di miniera, o salgemma. Per difendere e presevare questo tipo di lavorazioni sono nati dei consorzi ad hoc in Italia, in Sicilia ad esempio, e qui a Pirani, una graziosa cittadina slovena che si affaccia davanti a Trieste.
La ragazza che mi accompagna durante la visita a queste saline precisa che in tutte le fasi di produzione si impiegano solo metodi rigorosamente tradizionali. Per questo fa il suo lavoro con "Orgoglio e piacere". Mi mostra i "fleurs de sal", cristalli di sale colti sulla sottile superficie delle vasche saline. Un condimento pregiato con cui può si fare di tutto, perfino la cioccolata.
Continuando a camminare mi racconta del nonnno, nato durante l'impero austro-ungarico, del padre, nato in Italia, di lei stessa nata in Iugoslavia e del figlio, nato in Slovenia. Eppure tutti venuti al mondo sempre nella stessa casa. Talvolta le identità culturali di un popolo possono essere più forti di quelle nazionali.




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sabato 31 gennaio 2009

LA PIENA DEL TEVERE / THE TIBER FLOOD

occhialone


Piena del Tevere del 12 Dicembre 2008: le acque del fiume sfiorano l'occhialone di Ponte Sisto /
The Tiber flood on 12th December 2008: the water level is very close to the occhialone of Ponte Sisto


La recente piena del Tevere è stato un fatto di cronaca di grande risonanza mediatica ed in Rete sono apparsi moltissimi filmati e foto che documentano tutti i dettagli dell'accadimento. E' anche ben noto che, nel corso della sua lunghissima storia, la Città Eterna ha subito numerose inondazioni. La "barcaccia", la celebre fontana costruita dal padre di Bernini ai piedi della scalinata di piazza di Spagna, si dice che fosse posta a ricordo di una vera barcaccia trascinata colà dalla furia del fiume. Sui muri del centro storico sono visibili piccole targhe che mostrano il livello raggiunto dalle acque e l'anno cui si riferisce l'evento. Le date si fermano al 1870, a partire dal quale furono eretti i famosi quanto discussi muraglioni di contenimento del fiume. A Roma Ponte Sisto ha sempre funzionato come allarme per lo straripamento del Tevere. Infatti, questo ponte è costituito da quattro arcate con un grande foro circolare sul pilone centrale, l'occhialone. Il passaggio dell'acqua attraverso l'occhialone era il segnale di sicura inondazione della città.

pezzi barca



pezzi pontilepezzi pontile bis

Pezzi di pontili e relitti strappati e trascinati dalle acque del fiume in piena


Tiberina


Sui muri è visibile il livello dell'acqua raggiunto all'isola Tiberina


Castel S Ang

La quiete dopo la tempesta

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mercoledì 10 dicembre 2008

ESSERE POETI IN AUSTRALIA / TO BE POET IN AUSTRALIA

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Foto scattate il 21 agosto 2008 sulla Great Ocean Road, Victoria, Australia.

Pictures taken on August 21, 2008 on the Great Ocean Road, Victoria, Australia.

All photos are courtesy of F.C. (© All Rights Reserved)


Da Bruce Dawe, "Essere poeti in Australia"


significa vivere nella Valle dell'Eco
ed essere duro d'orecchi
significa abitare in una Galleria degli Specchi
ed essere miopi
significa fare lunghi viaggi per tornare a casa
e trovare un AFFITTASI nel giardinetto d'ingresso

significa ascoltare dalla finestra
e guardare nella cornetta del telefono,
a una pagina affilata parlare con le mani
uscite da scuola una lezione sola prima della fine

significa ricordarsi dei passeri
nel Parco Ornitologico
e della rana pescatrice
nel Mondo Marino

significa essere altrove o altro
in diecimila conversazioni
ritornando con un legnetto in bocca
e un'aria speranzosa
scodinzolando scuse.

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From Bruce Dawe, "To be a poet in Australia"



is to live in Echo Valley
and be hard of hearing
is to inhabit a Hall of Mirrors
and be short-sighted
is to make a long trip home
and find a TO LET sign on the front lawn

is to be listening through the window
peering into the telephone receiver

talking to a sharp page with hands
that left school just one lesson too early

is to be remembering sparrow
in Bird Life Park
a toad-fish
at Sea-World

is to be elsewhere or other
in ten thousand conversations
returning with gripped sticks in one's jaws
a hopeful look
and a tail wagging excuses.

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lunedì 27 ottobre 2008

IN AUTUNNO / IN AUTUMN

Autunno

Lituania in ottobre al confine con la Bielorussia /Lithuania in october on the border with Belarus


Mi trovo in un boschetto, d'autunno, all'inizio di ottobre. Sin dal mattino cadeva una pioggerellina fitta, sostituita di tanto in tanto dallo splendore tiepido del sole; Le foglie stormivano appena sopra la mia testa, sarebbe bastato solo quel rumore per individuare il periodo dell'anno. Non era il palpito allegro, gioioso della primavera, né il lieve bisbiglio e il prolungato parlottio dell'estate, né il timido e freddo balbettio del tardo autunno, ma un cicalio sonnacchioso, appena percettibile. Un lieve venticello soffiava piano piano sulle cime degli alberi.
L'interno del boschetto, inumidito dalla pioggia, si trasformava di continuo, a seconda che il sole splendesse o si nascondesse dietro le nubi; quando rischiarava era come se tutto il boschetto sorridesse: le foglie già tinteggiate del loro colore autunnale simile a quello dell'uva stramatura, cambiavano all'improvviso e si incendiavano di oro scarlatto, lasciando filtrare la luce, confondendosi e sovrapponendosi davanti agli occhi. Poi all'improvviso tutto si incupiva: i colori accesi si spegnevano all'istante, e alla chetichella, maliziosamente, una pioggerellina minuta si riversava sul bosco mormorando. Il fogliame di qualche albero era ancora quasi tutto verde, sebbene visibilmente impallidito; soltanto qui e là si slanciavano giovani piante, tutte rosse o tutte dorate: era uno spettacolo vederle infiammarsi al sole quando i suoi raggi si infiltravano all'improvviso, scivolando e baluginando attraverso la fitta rete dei rametti sottili appena bagnati dalla pioggia scintillante.



(Tratto, con qualche libero cambio, da "Memorie di un Cacciatore" di I. Turgenev)

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lunedì 8 settembre 2008

TRAVERSANDO LA MAREMMA TOSCANA: MONTEMERANO / CROSSING MAREMMA TOSCANA: MONTEMERANO

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Foto scattate ieri sera / All Pictures from yesterday

Chiunque si inoltri nell'incanto rurale dell'entroterra maremmano non può far a meno di notare i suoi svettanti borghi medievali, incastonati sulle colline come pietre preziose in una corona regale. Da questo ricco tesoro qui prendiamo una piccola gemma; giusto per metter ali alle orme erranti dei viaggiatori. Ecco Montemerano, un Dolce paese dei tanti che dominano il verde piano ridente della sottostante campagna. Credo che le immagini parlino senza bisogno di commenti. Vorrei solo aggiungere una breve nota di colore. Da queste parti, nella Chiesa di San Giorgio, si trova un dipinto particolare, noto come la Madonna della Gattaiola. Questo nome deriva dalla presenza di un foro circolare, sulla destra in basso, destinato, pare, al passaggio di un gatto, aperto nel momento in cui questa tavola fu trasformata in porta. (questa notizia è riportata anche da Placida, che doverosamente vi segnalo. Come potete ben vedere, a tutt'oggi i felini non mancano !)


(Le parole in verde corsivo sono tratte da: Traversando la Maremma Toscana di G. Carducci)


Dolce paese, onde portai conforme
l'abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov'odio e amor mai non s'addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de' miei sogni l'orme
erranti dietro il giovanile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano

pace dicono al cuor le tue collina
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.

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venerdì 22 agosto 2008

ILLUSIONI / ILLUSIONS

Capri


Guardando questo trompe l'oeil mi vengono in mente

  • una lama di cielo disegnata dal profilo di una grotta

  • un getto di vernice versato su di una superfice nera


  • Oppure cos'altro ?


    Looking at this trompe l'oeil:

  • a blade of heaven drawn from the profile of a cave

  • a jet of paint on a black surface


  • What else ?

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    venerdì 27 giugno 2008

    MEERESTILLE

    Scoglio Ustica

    Scoglio a Ustica / Rock at Ustica


    Sull'acqua regna una calma profonda,
    immobile il mare riposa,
    trepidante il navigante guarda
    attorno la liscia distesa.
    Non un soffio da nessuna parte:
    quiete mortale, tremenda!
    Sulla superficie immensa
    non si muove neppure un'onda.

    Tiefe Stille herrscht im Wasser,
    Ohne Regung ruht das Meer,
    Und bekümmert sieht der Schiffer
    Glatte Fläche ringsumher.
    Keine Luft von keiner Seite!
    Todesstille fürchterlich!
    In der ungeheuern Weite
    Reget keine Welle sich.
    (J.W. Goethe)


    Calmly slumb'ring lies the main,
    While the sailor views with trouble
    Nought but one vast level plain.
    Not a zephyr is in motion!
    Silence fearful as the grave!
    In the mighty waste of sea
    Sunk to rest is ev'ry wave.

    (J.W. Goethe)

    Faraglioni

    I Faraglioni a Capri / Faraglioni at Capri

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    lunedì 5 maggio 2008

    LE INTERVISTE DEI SILENZI: EMMANUELE BONNES POETA E SCRITTORE


    Our Blogs carry on with Internetviews of Silences, realized by means of Skype or Messenger.
    Present Internetview, via
    Skype, is with Emmanuele Bonnes, poet and novelist from Trieste. The Internetview, in italian, is accomplished by a poetry recited by the Author and by the remake of an old famous italian song played by Emmanuele.

    Emmanuele was born in Trieste in 1956. He played as an actor in some radio comedies with laboratory 103. In 1983 he released his first single entitled "A Thousand Times". In 2006 he published the first poetry audiobook in dialect "Trieste: zità de veci? ... No! de zente vissuda!" (Trieste: City of old men? No! Just lived people!). In 2006 he gained the Prize "Incontro" romance section (Golden Press) with the novel "Me and... still me.The life of all in the life of one". Several anthologies have collected his poems, that have been also translated into spanish. Since 1984 he has worked with the Teatro Stabile of the Friuli - Venice Julia.




    Leggi questo Post in italiano sui Silenzi d'Alpe

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    giovedì 24 aprile 2008

    IL RITORNO / THE RETURN

    Glicine, Ravello

    Lo splendido glicine del Viale dell'Immenso (Villa Cimbrone, Ravello, Costiera Amalfitana) come appare negli ultimi giorni di aprile / The gorgeous Wistaria of the Alley of Immensity (Villa Cimbrone, Ravello, Costiera Amalfitana) in the last days of April

    O casa fra l'agreste e il gentilizio,
    coronata di glicini leggiadri,
    o in mezzo ai campi dolce romitaggio!
    Fu bene in te, che, immune d'artifizio,
    serenamente il padre di mio padre
    visse la vita d'un antico saggio!

    (da G. Gozzano, "I sonetti del ritorno")

    Ravello

    La Terrazza dell'Infinito, Villa Cimbrone / The Terrace of Infinity, Villa Cimbrone

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    venerdì 18 aprile 2008

    INTO THE WATERFALL

    The Rhine Falls near Schaffhausen are the largest Falls in Europe. With an average flow of 700 m3/sec the water cascades down the cataracts, which are 150 m wide and 23 m high.

    Here is a daring thrill, made with greater confidence. The savage violence of millions of litres of water, a few metres away, becomes a gentle touch of steam.

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    martedì 8 aprile 2008

    LA BELLA CITTA' / THE BEAUTIFUL TOWN

    Prunus 2


    Foto di venerdi mattina sul lungolago di Zurigo / Picture taken on april 4th, 2008 from the Zürich Waterfront


    Passeggio sotto nuvole bianche e delicate , che via via diventano sempre più scure. Dalle antiche piazze, immerse in filamenti di azzurro e oro, giungo in silenzio, vagando nell'antico parco. Quand'ecco che mi appare un prunus in fiore. La primavera mi erompe all'improvviso nel cuore !


    (Il titolo del Post e le parole sparse in corsivo sono prese da poesie di Georg Trakl)

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    mercoledì 26 marzo 2008

    L'ACQUA, LA MEMORIA E I SILENZI DEL MARE / THE WATER, THE REMEMBRANCE AND THE SILENCES OF THE SEA

    mare

    Una riva del mare, fatta di piccoli laghi in miniatura, come mi appariva esattamente un anno fa, a Malta il 26 marzo 2007.


    Passeggio sulla riva del mare mentre forte mi giunge il profumo della salsedine. Osservando questi laghi in miniatura, formatisi là dove l'onda non è riuscita a recuperare completamente se stessa, mi ritorna alla mente una famosa poesia di Montale, Cigola la carrucola nel pozzo. Qui il poeta immagina che in un secchio d'acqua, tirato appunto con una carrucola di un pozzo, appaia un'immagine emergente dalla sua memoria.
    Quest'ultima mi sembra molto simile a questa distesa di buche. Infatti, il mio cervello non è in grado di ricostruire linearmente a ritroso gli eventi accaduti. Somiglia piuttosto ad un campo di piccoli anfratti in cui, quando l'onda del tempo si ritira, rimangono intrappolati dei pezzetti di vita passata, i ricordi. Alcuni sono vicini ed è facile guardarvi dentro. Per altri occorre fare un poco di strada in più.
    Passeggio sulla riva del mare e così ascolto i silenzi del mare.

    Cigola la carrucola nel pozzo
    l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
    Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
    nel puro cerchio un’immagine ride.
    Accosto un volto a evanescenti labbri

    si deforma il passato, si fa vecchio,
    appartiene ad un altro…


    (Da Ossi di Seppia, E. Montale)

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    domenica 16 marzo 2008

    LE RUVIDE PIETRE DI PRAGA / THE ROUGH STONES OF PRAGUE

    Praga 2

    Statue sul Ponte Carlo, Karluv Most, Praga / Statues on the Karl Bridge, Karluv Most, Prague

    Sono milioni le foto nel mondo. Ne ho aggiunte appena un paio, di qualche anno fa, mostrando una insolita Praga e sfiorando le sue pietre. Sono ruvide, ma un poeta le ha coperte di baci. Egli tutta la vita ha amato Praga, così come l’hanno amata tanti poeti.

    Prima che asciughino quei due o tre baci
    sulla fronte
    e qui e lí,
    ti chinerai per bere
    acqua d'argento dallo specchio,
    e se nessuno ti starà a guardare
    ti toccherai le labbra con la bocca.

    C'è un tempo in cui piú svelto delle dita
    che lo scultore passa sulla creta
    il sangue impaziente ti modella
    il corpo dal di dentro.

    Forse stringerai tra le dita
    i tuoi giovani capelli e li solleverai sopra le spalle
    perché somiglino piuttosto ad ali,
    e davanti a loro prontamente correrai

    dove proprio davanti agli occhi
    e sul fondo estremo dell'aria
    sta il grande, erto, conturbante
    e dolce nulla,
    che splende.

    (Parafrasando e citando Jaroslav Seifert, poeta ceco, Premio Nobel per la letteratura 1984)

    Praga

    Particolare dei Giardini Wallenstein, Praga / The Wall (or "Grotto") of the Wallenstein Garden

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    lunedì 3 marzo 2008

    THE IN SILENT TRAVELING TALES: LE SILENTI INDAGINI DELL'ISPETTORE MUTO

    Aereoporto di Abu Dhabi

    Aeroporto di Abu Dhabi, Emirati Arabi / Abu Dhabi International Airport, United Arab Emirates


    Sono le 2.30 del mattino. Il mio aereo, diretto in estremo oriente, compie uno scalo intermedio ad Abu Dhabi. La sosta, benchè ampiamente prevista, non per questo risulta meno fastidiosa.
    Ma chi sta parlando ?
    Ho dimenticato di dirvelo e mi presento: sono un ispettore di polizia, P. Muto, per verità un sovraintendente capo, come molti vorrebbero spingermi a dire. Il mio ritratto è presto fatto: un misero impiegato con un matrimonio fallito alle spalle. Cambiando l’ordine dei fattori, un impiegato fallito con un misero matrimonio alle spalle, il risultato e la piattezza della mia vita rimane la stessa. Per cercare di evadere dal grigiore della mia esistenza avevo deciso di intraprendere un viaggio, in quell'estate del '94, sfruttando gli arretrati di tre anni di ferie mai godute.
    Mi ero recato in una agenzia di viaggio dove una logorroica signorina mi aveva travolto con un torrente di chiacchere, concludendo che quella combinazione volo + albergo per Singapore era veramente imperdibile. Stordito dalla sua verbosità, non ero riuscito a replicare e avevo acquistato questo straordinario pacchetto.
    Tornando ai fatti, l'aereo era felicemente atterrato con un paio di sobbalzi lungo la pista. Ma la notizia veramente tragica ci fu data poco dopo. Dovevamo tutti scendere dal velivolo, a prescindere dalla destinazione, dicendo definitivamente addio alla possibilità di dormire per quella notte. Mentre imprecavo fra me e me contro la mala sorte, sentii alle mie spalle una voce morbida ed suadente dire: - E' sua questa ? -
    Mi voltai e vidi un sorridente signore di mezza età, elegantemente vestito, che reggeva in mano la mia sciarpa. I capelli argentei, la barba bianca, l'aspetto curatissimo erano in stridente contrasto con il mio viso da letto disfatto, l'abito stazzonato. Conquistato dal garbo della persona, lo ringraziai e il mio cattivo umore sfumò in pochi attimi. Al core gentile para sempre amore.
    Vagai per l'aeroporto alla disperata caccia di un caffè; incontravo solo gioiellerie di lusso. Odio lo shopping in genere, figuriamoci quello dei diamanti alle tre del mattino !
    Ad ogni angolo mi imbattevo in nugoli di poliziotti, colleghi d'oltremare, che chiacchieravano beatamente fra di loro.
    In realtà, volendo precisare, io non faccio parte di alcuna sezione investigativa. Lavoro in uno squallido ufficio pieno di polverose scartoffie. Il mio diretto responsabile è il Dr Sordo. Come potete ben immaginare la nostra è una coppia assortita malissimo. Lui, a dispetto del suo nome, con un udito finissimo e particolarmente loquace, io, muto di cognome e di fatto. Questo, non già per superbia o alterigia, ma perché, nella maggior parte dell’occasioni non so proprio cosa dire. Nel mio intimo però, ritengo che in numerosi casi della vita ci voglia molto più coraggio a tacere.

    Finalmente venne impartito l'ordine di rientro all'ovile. Seduto con la cintura allacciata aspettai nervosamente la conclusione delle operazioni di imbarco. Le cose però non andavano per il verso giusto: qualcuno dei passeggeri non era ancora tornato. Guardando in giro, mi accorsi che risultava vuoto proprio il posto del mio distinto interlocutore. E capii anche, dai discorsi dell'equipaggio, che una delle hostess era mancante all'appello. Non sono un moralista, ma che quell'anziano mandrillo, per soddisfare i suoi appetiti sessuali, dovesse tenere in scacco l'intero aereo era veramente troppo. Poteva sfogarli a destinazione, accidenti a lui ! Finalmente, ecco arrivare la ragazza; davvero graziosa, sembrava un poco provata e palliduccia. Spiegò al comandante di essersi sentita male in una delle toilette dell'aeroporto. La scusa non pareva un gran ché. Sperai che trascorsi i cinque minuti canonici per salvare le evidenti apparenze, qull'individuo ponesse fine alla nostra inqualificabile attesa. Non fu così. Alla fine venne annunciato che occorreva scaricare il bagaglio del passeggero scomparso e partimmo con quasi tre ore di ritardo.


    Fermo ad un incrocio non lontano da Raffles City, attendevo pazientemente le decisioni di un semaforo. Erano ormai due giorni che mi chiedevo cosa mai fossi venuto a fare a Singapore. Quando il segnale divenne favorevole mi accinsi ad attraversare la strada. Alzai lo sguardo e vidi, con sorpresa, che dall'altra parte del marciapiede avanzava l'uomo dell'aereo, la causa dei nostri guai. Non era solo. Accelerai automaticamente il passo. Era scattato dentro di me il verde degli splendidi occhi color smeraldo della ragazza che gli dava il braccio. ... (Continua 1)

    Raffles City, Singapore

    Raffles City, Singapore

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    mercoledì 20 febbraio 2008

    APPUNTI DI VIAGGIO SULLE ISOLE VERGINI / TRAVEL NOTES ON VIRGIN ISLANDS 2

    Per leggere la prima parte

    Trunk Bay



    La prua della nave beccheggia dolcemente mentre fende l'acqua del braccio di mare che ci separa da St. John. A bordo, come è usuale per chi viaggia, intavolo una conversazione con una coppia. Lei è una giovane ragazza, decisamente pienotta, dalle gote rotonde e piacevolmente rubizze. Le braccia, ben tornite e rosolate dal sole tropicale, sembrano piccoli prosciutti. Nella vita, per il momento, studia filosofia. Lui ha uno sguardo ascetico con le guancie scavate, porta capelli lunghi e barba come Nostro Signore. Possiede e gestisce un negozio di salumeria.
    E' universalmente noto che le apparenze sono ingannevoli, ma qui il contrasto è davvero stridente. E' noto che il look non fa il monaco. Io, per parte mia, avanzo l'ipotesi che qualcuno deve avergli scambiato i cervelli, forse così velocemente che non se ne sono nemmeno accorti ! Comunque, ancora una volta è dimostrato che la più fervida delle immaginazioni non potrà mai competere con la sfrenata fantasia della realtà.
    Arrivati a St. John, ci rendiamo conto della bellezza straordinaria delle sue spiagge. Il turchese del mare e il bianco della sabbia sono davvero suggestivi. Ci dirigiamo alla volta del Virgin Islands National Park, dove un Ranger ci impartisce tutte le istruzioni necessarie per raggiungere il Coral Reef. Equipaggiati con maschera e pinne gi immergiamo nei fondali. Il panorama sottomarino, con pesci di tutti i colori che guizzano nell'acqua, è notevole. Rimango però colpito dal fatto che diversi coralli sembrano danneggiati, altri presentano strane chiazze che non fanno presagire niente di buono. Risaliti in superficie chiedo al nostro Ranger la ragione del triste spettacolo che si è offerto ai nostri occhi. Mi risponde che una parte della colpa è dovuta alle barche da pesca che nel passato hanno affollato queste baie, molte delle quali gettavano senza alcun criterio le ancore, fracassando ogni cosa. Continua dicendo che i fattori ambientali hanno anche una grande influenza su di un ecosistema così fragile come le barriere coralline (questo, purtoppo è un fatto ben conosciuto, chi voglia approfondire l'argomento
    qui può trovare qualche notizia).
    Il mattino dopo, ancora assonnato apro la finestra della camera dell'albergo e mi affaccio al balcone. Mezzo accecato dalla luce solare noto, con un misto di stupore e sgomento, che è nata una montagna al centro della baia ! Osservo meglio e mi accorgo che è una gigantesca nave da crociera.
    Più tardi, vedendola attraccata al molo, mi sembra di guardare il disegno fatto da un bambino: un'enorme imbarcazione in un porticciolo. Una buona parte del turismo che passa da queste parti è fatto di croceristi mordi-e-fuggi. Si fermano qualche ora, comprano qualche souvenir e ripartono sulle loro metropoli galleggianti.
    - Non capisco questo modo di viaggiare - mi dice in tono lapidario il mio amico barman - ma per l'economia di quest'isola è una buona fonte di guadagno.


    St John 2

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    martedì 12 febbraio 2008

    APPUNTI DI VIAGGIO SULLE ISOLE VERGINI / TRAVEL NOTES ON VIRGIN ISLANDS

    VI 1



    Il sole, basso sull'orizzonte, era ancora ben visibile quando il nostro aereo si è posato dolcemente sulla pista di Charlotte Amalie, isola di St. Thomas. Durante lo scalo di Miami, a causa di un cargo in fiamme, avevo visto per la prima volta dei pompieri attraversare diagonalmente un aereoporto a sirene spiegate. Sentire nuovamente la terra sotto le palme dei piedi e il profumo del mare al tramonto sono cose che comunque ti fanno apprezzare con maggiore intensità la vita.
    Sistemati i bagagli in camera, nuoto fluido nell'aria della hall/cortile all'aperto dell'albergo, desideroso di esplorare i nuovi territori. Mi accorgo di essere l'unico bianco in quell'edificio. Gli ospiti sono per lo più bambini di una scuola di St. Croix, la maggiore delle Isole Vergini, in gita scolastica, appunto. Sorrido fra me e me e mi avvio a compiere una breve passeggiata sul lungomare sotto le luci delle prime stelle, impallidite da una falce di luna.
    Durante la cena si avvicina uno strano individuo che gonfia palloncini per costruire coroncine e buffi animaletti. Ne compro un paio per fare conversazione. Racconta che è di New York e con poche parole tratteggia la sua filosofia di vita: - I work for tips-, lavoro per le mance. Aggiunge che il suo futuro non è meno incerto di quello di altri, ma per lui, più libero e sereno. Poco dopo, l'unico altro bianco finora incontrato in questo fazzoletto di mondo, mi saluta e scompare nella notte.
    Non sono nemmeno le nove di sera, la hall è deserta. I bambini, suppongo, dormono. Mi dirigo verso il bar e inizio a parlare con il barman e sua moglie. Una chiacchera tira l'altra, ci ritroviamo tutti seduti intorno ad un tavolo, con una birra in mano, come se ci conoscessimo da sempre. Chiedo:- Come si vive alle Isole Vergini ?
    - Abbastanza bene - risponde lui - essere cittadini americani, anche se di serie B, ci dà dei vantaggi - Chiarisce, con tono un po' amaro - I nostri rappresentanti possono partecipare alla vita politica del nostro paese di appartenenza, gli Stati Uniti, senza avere però nessun diritto di voto. La vita qui è comunque piacevole tranne quando arrivano gli Hurricanes, gli uragani.
    Non aspetta la mia ovvia domanda e prosegue - Prima dell'arrivo di un uragano, se sei stato previdente, hai un luogo sicuro dove mettere tutte le stoviglie e le cose fragili della tua casa. Poi ti chiudi in cantina e per 18-24ore è come se un gigante scuotesse le fondamenta della tua abitazione. I terremoti più terribili durano decine di secondi forse qualche minuto, qui tutto trema con estrema violenza per un giorno intero e anche più. In queste occasioni trovare del whisky diventa difficilissimo perchè tutti vogliono cercare di non pensare, di esserci il meno possibile. I venti arrivano a 100-150 miglia l'ora sollevando terra, sassi, alberi. Vola ogni cosa e qualunque ora del giorno possa essere, cala un buio assoluto. Non so come sarà il paradiso, ma ho già una idea abbastanza chiara dell'angoscia dell'inferno...
    Si ferma lasciando le ultime parole in sospensione: ha raccontato tutto di un fiato e senza pause. Per parecchi secondi ci guardiamo tutti negli occhi, in eloquente silenzio. Provo a rompere il ghiaccio dicendo che recentemente mi è capitato di lavorare nei dintorni di Chicago, in un posto famoso per i Tornado, i Twisters. Ho avuto due allarmi nel periodo della mia permanenza, che però non si sono concretizzati in veri Tornado. Lì mi raccontavano che i Twisters sono di incredibile intensità ma molto concentrati nella loro azione e che quindi, viste le distanze in gioco, è ben difficile che passino proprio sopra una casa. Il pericolo che ne deriva è dato dalla grande quantità di oggetti lanciati in aria dalla loro furia devastatrice. Mi avevano riferito infatti di un caso in cui vi erano state diverse vittime causate da una macchina precipitata da considerevole altezza sul tetto di una abitazione. - Anche gli Hurricanes possono essere concentrati nella loro azione - mi risponde ripetendo alla lettera la mia frase precedente - alcuni anni fa un uragano - (credo si riferisse a
    Marilyn) - distrusse ogni cosa a St. Thomas, lasciando quasi intatta St. John che si trova proprio qui davanti a sole tre miglia di distanza. Gli Hurricanes sono bestie feroci che a volte scelgono con molta cura le loro vittime.
    Tace nuovamente, poi, pentendosi di avere dipinto una realtà troppo cruda, aggiunge - Ma voi qui vi divertirete, andate a St. John, è bellissima, le sue spiagge sono famose e vi piaceranno moltissimo. Questo luogo è un paradiso tutto l'anno, tranne quei pochi giorni - qui il suo tono di voce si abbassa e poi si riprende - il periodo brutto è agosto-settembre, mancano tanti mesi, non vi dovete preoccupare. Ride fragorosamente, poi s'interrompe all'improvviso e tace.
    L'indomani, avendo già programmato di andare a Tortola, Isole Vergini Britanniche, mi reco al molo per l'imbarco, puntuale per la partenza delle 9.30. Passano le 10.00, le 10.30. Alle 11.00 non vi è traccia di nessuna nave nè in partenza, nè in arrivo. Ho capito male ? Forse, ma devono averlo fatto anche la decina di persone, per lo più autoctone, che si sono accumulate nel frattempo sulla banchina. Alcuni mi guardano, sorridono, dicono Tomorrow...maybe e ridono di cuore. OK, aveva ragione il nostro barman, andiamo a St. John, ma questa è un'altra storia.
    (Continua 1)

    VI 01 spiaggiaVI 06

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    lunedì 4 febbraio 2008

    LA METAMORFOSI DI UNA NEBBIA DEL MATTINO / THE METAMORPHOSIS OF A MORNING FOG

    nebbia 2

    La nebbia del mattino / The morning fog
    Bologna dalla Torre degli Asinelli domenica mattina
    / Bologna from Asinelli Tower on Sunday morning

    Nascondi le cose lontane,
    tu nebbia impalpabile e scialba,
    ...
    Nascondi le cose lontane:
    le cose son ebbre di pianto!
    ....
    nascondile, involale al volo
    del cuore!

    (G. Pascoli da "I Canti di Castelvecchio")

    Garisenda vista dagli Asinelli

    Distanza dalla realtà / Away from reality
    La Torre della Garisenda / The Tower of Garisenda


    7 chiese 4

    Distacco dalla realtà / Detachment from reality
    Il Cortile di Pilato visto dalla Chiesa del Martyrium (Complesso di Santo Stefano o delle Sette Chiese)/ The courtyard of Pilato from the Martyrium Church (Santo Stefano complex that consists in several medieval churches jumbled together under one roof)

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    venerdì 25 gennaio 2008

    PASSEGGIATE ROMANE: IL MAUSOLEO DI SANTA COSTANZA

    S Costanza 1bis


    Fuori dal centro storico, lungo la via Nomentana si trovano due basiliche che costituiscono uno dei complessi più suggestivi dell'età paleocristiana e bizantina. Dalla via consolare già si vede svettare il campanile della prima delle chiese, S. Agnese, da non confondere con l'omonima celebre opera del Borromini che si trova a piazza Navona. La costruzione risale al 342 e fu eretta da Costanza, figlia dell'Imperatore Costantino, anche se l'attuale edificio è stato rifatto a più riprese nei secoli successivi. Dopo una fuga di incantevoli cortiletti, una scala immersa in una soffusa e quieta penombra porta all'ingresso della seconda chiesa, Santa Costanza. Quest'ultima in realtà era un mausoleo del IV secolo dedicato alle figlie di Costantino, ossia Costanza e Elena. Successivamente divenne il Battistero di S. Agnese e nel XIII secolo fu consacrato come luogo di culto. E' raro, se non addirittura un caso unico, trovare una chiesa romana medievale con uno stato di conservazione così perfetto delle forme e delle decorazioni originali. I mosaici che ricoprono integralmente le volte a botte della navata anulare sono un capolavoro di straordinaria fattura imperniato su di una miriade di temi geometrici, vegetali e figurativi. Quando mi trovo qui il tempo, scorrendo lungo le pareti di questo luogo, diventa circolare. Ne approfitto allora per camminare, osservare, riflettere e godere della sua magnifica pace silente.

    S Costanza 2

    S Costanza 3

    S Costanza 4S Costanza 5

    S Costanza 6bis

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    lunedì 21 gennaio 2008

    THE GUEST IN SILENCE TRAVELING TALES: SERA IN CITTA' / EVENING IN TOWN

    RICEVUTO E VOLENTIERI PUBBLICATO / RECEIVED AND PUBLISHED GLADLY



    Il Professore / The Professor


    La luna invade coi raggi la cucina deserta, nell'appartamento abbandonato. Nessuno si aggira silenzioso e osserva la cucina che si purifica dalle sue funzioni.
    La luna si colora di rosso: il suo fuoco freddo trasfigura i piatti, i bicchieri e i fornelli.
    Nessuno, mentre assapora l'idea di un caffè affrancato dalla tazzina e dalla propria esistenza, pensa che è sempre più difficile, per lui, trovare luoghi intatti dove librarsi tranquillo.
    Ad un tratto la porta si apre e compare, trascinando quattro corpi, una manciata di risate.
    Incalzato dalla vampata di voci, dalle lampade troppo accese, infastidito dalla carne che parla, nessuno fugge.

    Disegno e testi di N. Manzoni (© Tutti i diritti riservati)

    The moon invades the deserted kitchen in the abandoned apartment. Nobody silently walks around and watches the kitchen that purifies its functions.
    The moon becomes red: its cold fire transfigures dishes, glasses and stove.
    Nobody, while enjoying the idea of a coffee without cup and its own existence, thinks that it is increasingly difficult for him to find intact places where making his flight quietly.
    Suddendly, the door opens and a handful of laughs, dragging four bodies, appears there.
    Pressed by the flushing voices and the heateded lamps, bothered by the speaking flesh, Nobody runs away.

    by N. Manzoni (© All Rights Reserved)

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    martedì 15 gennaio 2008

    DOVE VANNO I POST / WHERE THE POSTS GO

    Big Sur2

    Foto scattate in inverno molti anni orsono lungo le coste del Big Sur e di Monterey (California) / Winter Pictures taken along the California Coast, between Big Sur and Monterey. A long time ago.


    Per rispondere a questa domanda lascio la parola ad un grande poeta irlandese, W.B. Yeats:

    Tutte le parole che raccolgo,
    e tutte le parole che scrivo,
    devono spiegare le loro ali instancabili
    e mai smetter di volare,
    fino ad arrivare là dove triste, è triste il tuo cuore ,
    e per te cantino nella notte,
    oltre il punto dove muovono le acque,
    oscurate da tempesta o luccicanti di stelle.


    To answer to this question, I leave the word to W.B. Yeats, a great irish poet:
    All the words that I utter,
    And all the words that I write,
    Must spread out their wings untiring,
    And never rest in their flight,
    Till they come where your sad, sad heart is,
    And sing to you in the night,
    Beyond where the waters are moving,
    Storm-darken'd or starry bright.

    (Where my Books go, by W.B. Yeats)


    Monterey

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