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sabato 31 gennaio 2009

LA PIENA DEL TEVERE / THE TIBER FLOOD

occhialone


Piena del Tevere del 12 Dicembre 2008: le acque del fiume sfiorano l'occhialone di Ponte Sisto /
The Tiber flood on 12th December 2008: the water level is very close to the occhialone of Ponte Sisto


La recente piena del Tevere è stato un fatto di cronaca di grande risonanza mediatica ed in Rete sono apparsi moltissimi filmati e foto che documentano tutti i dettagli dell'accadimento. E' anche ben noto che, nel corso della sua lunghissima storia, la Città Eterna ha subito numerose inondazioni. La "barcaccia", la celebre fontana costruita dal padre di Bernini ai piedi della scalinata di piazza di Spagna, si dice che fosse posta a ricordo di una vera barcaccia trascinata colà dalla furia del fiume. Sui muri del centro storico sono visibili piccole targhe che mostrano il livello raggiunto dalle acque e l'anno cui si riferisce l'evento. Le date si fermano al 1870, a partire dal quale furono eretti i famosi quanto discussi muraglioni di contenimento del fiume. A Roma Ponte Sisto ha sempre funzionato come allarme per lo straripamento del Tevere. Infatti, questo ponte è costituito da quattro arcate con un grande foro circolare sul pilone centrale, l'occhialone. Il passaggio dell'acqua attraverso l'occhialone era il segnale di sicura inondazione della città.

pezzi barca



pezzi pontilepezzi pontile bis

Pezzi di pontili e relitti strappati e trascinati dalle acque del fiume in piena


Tiberina


Sui muri è visibile il livello dell'acqua raggiunto all'isola Tiberina


Castel S Ang

La quiete dopo la tempesta

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giovedì 16 ottobre 2008

LA RACCOLTA DELLE OLIVE

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In queste settimane in molte regioni di Italia, come qui in Toscana, è tempo di raccogliere le olive.

e su gli olivi, su i fratelli olivi
che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.

(G. D'Annunzio, da "La sera fiesolana")


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venerdì 26 settembre 2008

TRIESTE

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Trieste: Piazza Unita d'Italia
(foto di domenica scorsa all'ora del pranzo)

Trieste: Piazza Unita d'Italia
(Picture taken last Sunday at lunchtime)



Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un'erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,

è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.


(U. SABA)



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Il Palazzo del Governo


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Palazzo Gopcevich



Una "cantuccio" che amo di Trieste: i vicoli intorno a Piazza Cavana


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lunedì 8 settembre 2008

TRAVERSANDO LA MAREMMA TOSCANA: MONTEMERANO / CROSSING MAREMMA TOSCANA: MONTEMERANO

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Foto scattate ieri sera / All Pictures from yesterday

Chiunque si inoltri nell'incanto rurale dell'entroterra maremmano non può far a meno di notare i suoi svettanti borghi medievali, incastonati sulle colline come pietre preziose in una corona regale. Da questo ricco tesoro qui prendiamo una piccola gemma; giusto per metter ali alle orme erranti dei viaggiatori. Ecco Montemerano, un Dolce paese dei tanti che dominano il verde piano ridente della sottostante campagna. Credo che le immagini parlino senza bisogno di commenti. Vorrei solo aggiungere una breve nota di colore. Da queste parti, nella Chiesa di San Giorgio, si trova un dipinto particolare, noto come la Madonna della Gattaiola. Questo nome deriva dalla presenza di un foro circolare, sulla destra in basso, destinato, pare, al passaggio di un gatto, aperto nel momento in cui questa tavola fu trasformata in porta. (questa notizia è riportata anche da Placida, che doverosamente vi segnalo. Come potete ben vedere, a tutt'oggi i felini non mancano !)


(Le parole in verde corsivo sono tratte da: Traversando la Maremma Toscana di G. Carducci)


Dolce paese, onde portai conforme
l'abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov'odio e amor mai non s'addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de' miei sogni l'orme
erranti dietro il giovanile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano

pace dicono al cuor le tue collina
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.

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gatti a montm3


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venerdì 27 giugno 2008

MEERESTILLE

Scoglio Ustica

Scoglio a Ustica / Rock at Ustica


Sull'acqua regna una calma profonda,
immobile il mare riposa,
trepidante il navigante guarda
attorno la liscia distesa.
Non un soffio da nessuna parte:
quiete mortale, tremenda!
Sulla superficie immensa
non si muove neppure un'onda.

Tiefe Stille herrscht im Wasser,
Ohne Regung ruht das Meer,
Und bekümmert sieht der Schiffer
Glatte Fläche ringsumher.
Keine Luft von keiner Seite!
Todesstille fürchterlich!
In der ungeheuern Weite
Reget keine Welle sich.
(J.W. Goethe)


Calmly slumb'ring lies the main,
While the sailor views with trouble
Nought but one vast level plain.
Not a zephyr is in motion!
Silence fearful as the grave!
In the mighty waste of sea
Sunk to rest is ev'ry wave.

(J.W. Goethe)

Faraglioni

I Faraglioni a Capri / Faraglioni at Capri

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sabato 7 giugno 2008

GABBIANI / GULLS

Gabbiano

Un gabbiano vola in un cielo bianco latte / A gull flies in a milky sky


Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
(V. Cardarelli)


Foto scattate a Punta Ala pochi giorni fa / Pictures taken at Punta Ala (Tuscany), few days ago

Punta Ala

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sabato 24 maggio 2008

LUOGHI DELLA MEMORIA

Ostia

OSTIA ANTICA


Vi sono momenti che mi sembra di aver vissuto altre volte in epoche remote. La mia memoria vaga lontano dietro a quelle vite perse.

(Le parole in corsivo sono tratte da Risvegli, di G. Ungaretti)



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giovedì 24 aprile 2008

IL RITORNO / THE RETURN

Glicine, Ravello

Lo splendido glicine del Viale dell'Immenso (Villa Cimbrone, Ravello, Costiera Amalfitana) come appare negli ultimi giorni di aprile / The gorgeous Wistaria of the Alley of Immensity (Villa Cimbrone, Ravello, Costiera Amalfitana) in the last days of April

O casa fra l'agreste e il gentilizio,
coronata di glicini leggiadri,
o in mezzo ai campi dolce romitaggio!
Fu bene in te, che, immune d'artifizio,
serenamente il padre di mio padre
visse la vita d'un antico saggio!

(da G. Gozzano, "I sonetti del ritorno")

Ravello

La Terrazza dell'Infinito, Villa Cimbrone / The Terrace of Infinity, Villa Cimbrone

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venerdì 25 gennaio 2008

PASSEGGIATE ROMANE: IL MAUSOLEO DI SANTA COSTANZA

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Fuori dal centro storico, lungo la via Nomentana si trovano due basiliche che costituiscono uno dei complessi più suggestivi dell'età paleocristiana e bizantina. Dalla via consolare già si vede svettare il campanile della prima delle chiese, S. Agnese, da non confondere con l'omonima celebre opera del Borromini che si trova a piazza Navona. La costruzione risale al 342 e fu eretta da Costanza, figlia dell'Imperatore Costantino, anche se l'attuale edificio è stato rifatto a più riprese nei secoli successivi. Dopo una fuga di incantevoli cortiletti, una scala immersa in una soffusa e quieta penombra porta all'ingresso della seconda chiesa, Santa Costanza. Quest'ultima in realtà era un mausoleo del IV secolo dedicato alle figlie di Costantino, ossia Costanza e Elena. Successivamente divenne il Battistero di S. Agnese e nel XIII secolo fu consacrato come luogo di culto. E' raro, se non addirittura un caso unico, trovare una chiesa romana medievale con uno stato di conservazione così perfetto delle forme e delle decorazioni originali. I mosaici che ricoprono integralmente le volte a botte della navata anulare sono un capolavoro di straordinaria fattura imperniato su di una miriade di temi geometrici, vegetali e figurativi. Quando mi trovo qui il tempo, scorrendo lungo le pareti di questo luogo, diventa circolare. Ne approfitto allora per camminare, osservare, riflettere e godere della sua magnifica pace silente.

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S Costanza 3

S Costanza 4S Costanza 5

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lunedì 31 dicembre 2007

CAMINANDO PER MILANO

Caminando per Milano


Nel freddo pungente di un giorno assolato, l’ultimo dell’anno, mi aggiro per le vie del centro di Milano. Le strade sono rumorosamente affollate di persone e mezzi di trasporto, tutti spasmodicamente a caccia del superfluo, necessario per le celebrazioni di rito di questa sera. Ad un tratto alzo lo sguardo verso i tetti che mi sovrastano, adornati da tanti bei svettanti camini. E se mi elevassi alla quiete di lassù, lontano da questo chiasso pre-festaiolo ? La mia caminata silente comincia adesso, fra comignoli di ogni forma e colore, dalle fogge più bizarre alle geometrie più particolari. Ne fotografo moltissimi, ve ne mostro alcuni. Non trovo, nella letteratura che ho a disposizione, una storia dei camini cittadini e dei loro diversissimi stili, talvolta presenti in bella mostra nel medesimo edificio. Interrogo gli oceani dell’informazione, Google, Yahoo e Libero, che mi restituiscono solo poche notizie, per lo più commerciali. Eppure i birilli rossicci della miseria, come Gadda chiamava questi testimoni muti di un’epoca ormai scomparsa, sono stati e costituiscono un elemento architettonico importante che contribuisce profondamente alla visione di insieme di una città, di un quartiere, di un palazzo. I numerosi sbuffi di vapore che fuoriescono dalle tante bocche sembrano indicare come questo mondo non sia del tutto sparito: è semplicemente e discretamente nascosto. Esiste una economia sommersa, meglio dire … sopraelevata, che mantiene in efficienza questa fonte energetica mai rinnovata. Chi di voi utilizza ancora i camini nelle città, chi ne conosce la storia ?


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