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lunedì 27 ottobre 2008

IN AUTUNNO / IN AUTUMN

Autunno

Lituania in ottobre al confine con la Bielorussia /Lithuania in october on the border with Belarus


Mi trovo in un boschetto, d'autunno, all'inizio di ottobre. Sin dal mattino cadeva una pioggerellina fitta, sostituita di tanto in tanto dallo splendore tiepido del sole; Le foglie stormivano appena sopra la mia testa, sarebbe bastato solo quel rumore per individuare il periodo dell'anno. Non era il palpito allegro, gioioso della primavera, né il lieve bisbiglio e il prolungato parlottio dell'estate, né il timido e freddo balbettio del tardo autunno, ma un cicalio sonnacchioso, appena percettibile. Un lieve venticello soffiava piano piano sulle cime degli alberi.
L'interno del boschetto, inumidito dalla pioggia, si trasformava di continuo, a seconda che il sole splendesse o si nascondesse dietro le nubi; quando rischiarava era come se tutto il boschetto sorridesse: le foglie già tinteggiate del loro colore autunnale simile a quello dell'uva stramatura, cambiavano all'improvviso e si incendiavano di oro scarlatto, lasciando filtrare la luce, confondendosi e sovrapponendosi davanti agli occhi. Poi all'improvviso tutto si incupiva: i colori accesi si spegnevano all'istante, e alla chetichella, maliziosamente, una pioggerellina minuta si riversava sul bosco mormorando. Il fogliame di qualche albero era ancora quasi tutto verde, sebbene visibilmente impallidito; soltanto qui e là si slanciavano giovani piante, tutte rosse o tutte dorate: era uno spettacolo vederle infiammarsi al sole quando i suoi raggi si infiltravano all'improvviso, scivolando e baluginando attraverso la fitta rete dei rametti sottili appena bagnati dalla pioggia scintillante.



(Tratto, con qualche libero cambio, da "Memorie di un Cacciatore" di I. Turgenev)

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giovedì 16 ottobre 2008

LA RACCOLTA DELLE OLIVE

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In queste settimane in molte regioni di Italia, come qui in Toscana, è tempo di raccogliere le olive.

e su gli olivi, su i fratelli olivi
che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.

(G. D'Annunzio, da "La sera fiesolana")


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venerdì 26 settembre 2008

TRIESTE

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Trieste: Piazza Unita d'Italia
(foto di domenica scorsa all'ora del pranzo)

Trieste: Piazza Unita d'Italia
(Picture taken last Sunday at lunchtime)



Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un'erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,

è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.

La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.


(U. SABA)



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Il Palazzo del Governo


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Palazzo Gopcevich



Una "cantuccio" che amo di Trieste: i vicoli intorno a Piazza Cavana


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domenica 14 ottobre 2007

5 MINUTI DAVANTI ALLE CASCATE DEL NIAGARA



Walt Whitman così scriveva sul Philadelphia Press il 4 giugno del 1880 (per leggere tutto l’articolo si veda l’archivio del New York Times): *

Per cogliere veramente l’essenza di un'immagine, di un libro, di un brano musicale, di un opera architettonica, di un grande scenario o anche della comune luce del sole o di un paesaggio, a volte bastano 5 minuti della vita di un uomo, fortunati per un concorso di circostanze occasionali, che sanno mostrare in pochi attimi il culmine di anni di lettura, di viaggio e di pensiero. Questo è quello che mi è successo con le cascate del Niagara, alle 2 di questo pomeriggio, il cui superbo aspetto fatto di azione, di colore e maestosa possanza, (come un colossale agglomerato di statue greche), dava un immediato ed indescrivibile spettacolo …
Sopra di noi il cielo appariva chiaro, con poche nuvole bianche, limpido, spirituale e silente. …
Fra queste briciole di ore felici, ho posto la visione di questo pomeriggio delle Cascate del Niagara. La combinazione perfetta che quei cinque minuti mi hanno fatto vedere: non solo lo straordinario gioiello che è il tutto ma l’insieme variegato ed indispensabile dei suoi contorni.

*La presente non vuole essere una traduzione ma una libera e personale interpretazione del pensiero dell’autore, fra l’altro, anche di “Oh Capitano, mio Capitano” (tema conduttore del film L’attimo fuggente).




In a letter to the Philadelphia Press, Walt Whitman wrote on the June 4, 1880: (for the full article see the New York Times Archives ):

For really seizing a great picture, or book, or piece of music, or architecture, or grand scenery or perhaps for the first time even the common sunshine, or landscape, there comes now and then some lucky five minutes of a man’s life, set amid a fortuitous concurrence of circumstances and bringing in a brief flash the culmination of years of reading and travel and thought. The present case about 2 o’clock this afternoon gave me Niagara, its superb severity of action and color and majestic grouping, (like some colossal cluster of Greek statuary,) in one short, indescribable show. …
a clear sky overhead, with a few white clouds, limpid spiritual, silent. …
With these, I say, I henceforth place that view, that afternoon, that combination complete, that five minutes’ perfect absorption of Niagara—not the great majestic gem alone by itself, but set complete in all its varied, full, indispensable surroundings.

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domenica 7 ottobre 2007

LA CALMA BELLEZZA DELL'AUTUNNO



L’autunno mi è caro per la sua calma bellezza, per il suo umile splendore (A. Puskin)

Foto scattate oggi pomeriggio nell'Aukštaitija (regione situata nella parte nord-orientale della Lituania)


I love the autumn for its calm beauty, for its humble splendor (A. Puskin)

Pictures taken today afternoon in
Aukštaitija (one of the five region of Lithuania)





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