UN BLOG PER ASCOLTARE, OSSERVARE E CAMMINARE IN SILENZIO ... A BLOG FOR LISTENING, WATCHING AND WALKING IN SILENCE

lunedì 3 marzo 2008

THE IN SILENT TRAVELING TALES: LE SILENTI INDAGINI DELL'ISPETTORE MUTO

Aereoporto di Abu Dhabi

Aeroporto di Abu Dhabi, Emirati Arabi / Abu Dhabi International Airport, United Arab Emirates


Sono le 2.30 del mattino. Il mio aereo, diretto in estremo oriente, compie uno scalo intermedio ad Abu Dhabi. La sosta, benchè ampiamente prevista, non per questo risulta meno fastidiosa.
Ma chi sta parlando ?
Ho dimenticato di dirvelo e mi presento: sono un ispettore di polizia, P. Muto, per verità un sovraintendente capo, come molti vorrebbero spingermi a dire. Il mio ritratto è presto fatto: un misero impiegato con un matrimonio fallito alle spalle. Cambiando l’ordine dei fattori, un impiegato fallito con un misero matrimonio alle spalle, il risultato e la piattezza della mia vita rimane la stessa. Per cercare di evadere dal grigiore della mia esistenza avevo deciso di intraprendere un viaggio, in quell'estate del '94, sfruttando gli arretrati di tre anni di ferie mai godute.
Mi ero recato in una agenzia di viaggio dove una logorroica signorina mi aveva travolto con un torrente di chiacchere, concludendo che quella combinazione volo + albergo per Singapore era veramente imperdibile. Stordito dalla sua verbosità, non ero riuscito a replicare e avevo acquistato questo straordinario pacchetto.
Tornando ai fatti, l'aereo era felicemente atterrato con un paio di sobbalzi lungo la pista. Ma la notizia veramente tragica ci fu data poco dopo. Dovevamo tutti scendere dal velivolo, a prescindere dalla destinazione, dicendo definitivamente addio alla possibilità di dormire per quella notte. Mentre imprecavo fra me e me contro la mala sorte, sentii alle mie spalle una voce morbida ed suadente dire: - E' sua questa ? -
Mi voltai e vidi un sorridente signore di mezza età, elegantemente vestito, che reggeva in mano la mia sciarpa. I capelli argentei, la barba bianca, l'aspetto curatissimo erano in stridente contrasto con il mio viso da letto disfatto, l'abito stazzonato. Conquistato dal garbo della persona, lo ringraziai e il mio cattivo umore sfumò in pochi attimi. Al core gentile para sempre amore.
Vagai per l'aeroporto alla disperata caccia di un caffè; incontravo solo gioiellerie di lusso. Odio lo shopping in genere, figuriamoci quello dei diamanti alle tre del mattino !
Ad ogni angolo mi imbattevo in nugoli di poliziotti, colleghi d'oltremare, che chiacchieravano beatamente fra di loro.
In realtà, volendo precisare, io non faccio parte di alcuna sezione investigativa. Lavoro in uno squallido ufficio pieno di polverose scartoffie. Il mio diretto responsabile è il Dr Sordo. Come potete ben immaginare la nostra è una coppia assortita malissimo. Lui, a dispetto del suo nome, con un udito finissimo e particolarmente loquace, io, muto di cognome e di fatto. Questo, non già per superbia o alterigia, ma perché, nella maggior parte dell’occasioni non so proprio cosa dire. Nel mio intimo però, ritengo che in numerosi casi della vita ci voglia molto più coraggio a tacere.

Finalmente venne impartito l'ordine di rientro all'ovile. Seduto con la cintura allacciata aspettai nervosamente la conclusione delle operazioni di imbarco. Le cose però non andavano per il verso giusto: qualcuno dei passeggeri non era ancora tornato. Guardando in giro, mi accorsi che risultava vuoto proprio il posto del mio distinto interlocutore. E capii anche, dai discorsi dell'equipaggio, che una delle hostess era mancante all'appello. Non sono un moralista, ma che quell'anziano mandrillo, per soddisfare i suoi appetiti sessuali, dovesse tenere in scacco l'intero aereo era veramente troppo. Poteva sfogarli a destinazione, accidenti a lui ! Finalmente, ecco arrivare la ragazza; davvero graziosa, sembrava un poco provata e palliduccia. Spiegò al comandante di essersi sentita male in una delle toilette dell'aeroporto. La scusa non pareva un gran ché. Sperai che trascorsi i cinque minuti canonici per salvare le evidenti apparenze, qull'individuo ponesse fine alla nostra inqualificabile attesa. Non fu così. Alla fine venne annunciato che occorreva scaricare il bagaglio del passeggero scomparso e partimmo con quasi tre ore di ritardo.


Fermo ad un incrocio non lontano da Raffles City, attendevo pazientemente le decisioni di un semaforo. Erano ormai due giorni che mi chiedevo cosa mai fossi venuto a fare a Singapore. Quando il segnale divenne favorevole mi accinsi ad attraversare la strada. Alzai lo sguardo e vidi, con sorpresa, che dall'altra parte del marciapiede avanzava l'uomo dell'aereo, la causa dei nostri guai. Non era solo. Accelerai automaticamente il passo. Era scattato dentro di me il verde degli splendidi occhi color smeraldo della ragazza che gli dava il braccio. ... (Continua 1)

Raffles City, Singapore

Raffles City, Singapore

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mercoledì 20 febbraio 2008

APPUNTI DI VIAGGIO SULLE ISOLE VERGINI / TRAVEL NOTES ON VIRGIN ISLANDS 2

Per leggere la prima parte

Trunk Bay



La prua della nave beccheggia dolcemente mentre fende l'acqua del braccio di mare che ci separa da St. John. A bordo, come è usuale per chi viaggia, intavolo una conversazione con una coppia. Lei è una giovane ragazza, decisamente pienotta, dalle gote rotonde e piacevolmente rubizze. Le braccia, ben tornite e rosolate dal sole tropicale, sembrano piccoli prosciutti. Nella vita, per il momento, studia filosofia. Lui ha uno sguardo ascetico con le guancie scavate, porta capelli lunghi e barba come Nostro Signore. Possiede e gestisce un negozio di salumeria.
E' universalmente noto che le apparenze sono ingannevoli, ma qui il contrasto è davvero stridente. E' noto che il look non fa il monaco. Io, per parte mia, avanzo l'ipotesi che qualcuno deve avergli scambiato i cervelli, forse così velocemente che non se ne sono nemmeno accorti ! Comunque, ancora una volta è dimostrato che la più fervida delle immaginazioni non potrà mai competere con la sfrenata fantasia della realtà.
Arrivati a St. John, ci rendiamo conto della bellezza straordinaria delle sue spiagge. Il turchese del mare e il bianco della sabbia sono davvero suggestivi. Ci dirigiamo alla volta del Virgin Islands National Park, dove un Ranger ci impartisce tutte le istruzioni necessarie per raggiungere il Coral Reef. Equipaggiati con maschera e pinne gi immergiamo nei fondali. Il panorama sottomarino, con pesci di tutti i colori che guizzano nell'acqua, è notevole. Rimango però colpito dal fatto che diversi coralli sembrano danneggiati, altri presentano strane chiazze che non fanno presagire niente di buono. Risaliti in superficie chiedo al nostro Ranger la ragione del triste spettacolo che si è offerto ai nostri occhi. Mi risponde che una parte della colpa è dovuta alle barche da pesca che nel passato hanno affollato queste baie, molte delle quali gettavano senza alcun criterio le ancore, fracassando ogni cosa. Continua dicendo che i fattori ambientali hanno anche una grande influenza su di un ecosistema così fragile come le barriere coralline (questo, purtoppo è un fatto ben conosciuto, chi voglia approfondire l'argomento
qui può trovare qualche notizia).
Il mattino dopo, ancora assonnato apro la finestra della camera dell'albergo e mi affaccio al balcone. Mezzo accecato dalla luce solare noto, con un misto di stupore e sgomento, che è nata una montagna al centro della baia ! Osservo meglio e mi accorgo che è una gigantesca nave da crociera.
Più tardi, vedendola attraccata al molo, mi sembra di guardare il disegno fatto da un bambino: un'enorme imbarcazione in un porticciolo. Una buona parte del turismo che passa da queste parti è fatto di croceristi mordi-e-fuggi. Si fermano qualche ora, comprano qualche souvenir e ripartono sulle loro metropoli galleggianti.
- Non capisco questo modo di viaggiare - mi dice in tono lapidario il mio amico barman - ma per l'economia di quest'isola è una buona fonte di guadagno.


St John 2

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martedì 12 febbraio 2008

APPUNTI DI VIAGGIO SULLE ISOLE VERGINI / TRAVEL NOTES ON VIRGIN ISLANDS

VI 1



Il sole, basso sull'orizzonte, era ancora ben visibile quando il nostro aereo si è posato dolcemente sulla pista di Charlotte Amalie, isola di St. Thomas. Durante lo scalo di Miami, a causa di un cargo in fiamme, avevo visto per la prima volta dei pompieri attraversare diagonalmente un aereoporto a sirene spiegate. Sentire nuovamente la terra sotto le palme dei piedi e il profumo del mare al tramonto sono cose che comunque ti fanno apprezzare con maggiore intensità la vita.
Sistemati i bagagli in camera, nuoto fluido nell'aria della hall/cortile all'aperto dell'albergo, desideroso di esplorare i nuovi territori. Mi accorgo di essere l'unico bianco in quell'edificio. Gli ospiti sono per lo più bambini di una scuola di St. Croix, la maggiore delle Isole Vergini, in gita scolastica, appunto. Sorrido fra me e me e mi avvio a compiere una breve passeggiata sul lungomare sotto le luci delle prime stelle, impallidite da una falce di luna.
Durante la cena si avvicina uno strano individuo che gonfia palloncini per costruire coroncine e buffi animaletti. Ne compro un paio per fare conversazione. Racconta che è di New York e con poche parole tratteggia la sua filosofia di vita: - I work for tips-, lavoro per le mance. Aggiunge che il suo futuro non è meno incerto di quello di altri, ma per lui, più libero e sereno. Poco dopo, l'unico altro bianco finora incontrato in questo fazzoletto di mondo, mi saluta e scompare nella notte.
Non sono nemmeno le nove di sera, la hall è deserta. I bambini, suppongo, dormono. Mi dirigo verso il bar e inizio a parlare con il barman e sua moglie. Una chiacchera tira l'altra, ci ritroviamo tutti seduti intorno ad un tavolo, con una birra in mano, come se ci conoscessimo da sempre. Chiedo:- Come si vive alle Isole Vergini ?
- Abbastanza bene - risponde lui - essere cittadini americani, anche se di serie B, ci dà dei vantaggi - Chiarisce, con tono un po' amaro - I nostri rappresentanti possono partecipare alla vita politica del nostro paese di appartenenza, gli Stati Uniti, senza avere però nessun diritto di voto. La vita qui è comunque piacevole tranne quando arrivano gli Hurricanes, gli uragani.
Non aspetta la mia ovvia domanda e prosegue - Prima dell'arrivo di un uragano, se sei stato previdente, hai un luogo sicuro dove mettere tutte le stoviglie e le cose fragili della tua casa. Poi ti chiudi in cantina e per 18-24ore è come se un gigante scuotesse le fondamenta della tua abitazione. I terremoti più terribili durano decine di secondi forse qualche minuto, qui tutto trema con estrema violenza per un giorno intero e anche più. In queste occasioni trovare del whisky diventa difficilissimo perchè tutti vogliono cercare di non pensare, di esserci il meno possibile. I venti arrivano a 100-150 miglia l'ora sollevando terra, sassi, alberi. Vola ogni cosa e qualunque ora del giorno possa essere, cala un buio assoluto. Non so come sarà il paradiso, ma ho già una idea abbastanza chiara dell'angoscia dell'inferno...
Si ferma lasciando le ultime parole in sospensione: ha raccontato tutto di un fiato e senza pause. Per parecchi secondi ci guardiamo tutti negli occhi, in eloquente silenzio. Provo a rompere il ghiaccio dicendo che recentemente mi è capitato di lavorare nei dintorni di Chicago, in un posto famoso per i Tornado, i Twisters. Ho avuto due allarmi nel periodo della mia permanenza, che però non si sono concretizzati in veri Tornado. Lì mi raccontavano che i Twisters sono di incredibile intensità ma molto concentrati nella loro azione e che quindi, viste le distanze in gioco, è ben difficile che passino proprio sopra una casa. Il pericolo che ne deriva è dato dalla grande quantità di oggetti lanciati in aria dalla loro furia devastatrice. Mi avevano riferito infatti di un caso in cui vi erano state diverse vittime causate da una macchina precipitata da considerevole altezza sul tetto di una abitazione. - Anche gli Hurricanes possono essere concentrati nella loro azione - mi risponde ripetendo alla lettera la mia frase precedente - alcuni anni fa un uragano - (credo si riferisse a
Marilyn) - distrusse ogni cosa a St. Thomas, lasciando quasi intatta St. John che si trova proprio qui davanti a sole tre miglia di distanza. Gli Hurricanes sono bestie feroci che a volte scelgono con molta cura le loro vittime.
Tace nuovamente, poi, pentendosi di avere dipinto una realtà troppo cruda, aggiunge - Ma voi qui vi divertirete, andate a St. John, è bellissima, le sue spiagge sono famose e vi piaceranno moltissimo. Questo luogo è un paradiso tutto l'anno, tranne quei pochi giorni - qui il suo tono di voce si abbassa e poi si riprende - il periodo brutto è agosto-settembre, mancano tanti mesi, non vi dovete preoccupare. Ride fragorosamente, poi s'interrompe all'improvviso e tace.
L'indomani, avendo già programmato di andare a Tortola, Isole Vergini Britanniche, mi reco al molo per l'imbarco, puntuale per la partenza delle 9.30. Passano le 10.00, le 10.30. Alle 11.00 non vi è traccia di nessuna nave nè in partenza, nè in arrivo. Ho capito male ? Forse, ma devono averlo fatto anche la decina di persone, per lo più autoctone, che si sono accumulate nel frattempo sulla banchina. Alcuni mi guardano, sorridono, dicono Tomorrow...maybe e ridono di cuore. OK, aveva ragione il nostro barman, andiamo a St. John, ma questa è un'altra storia.
(Continua 1)

VI 01 spiaggiaVI 06

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lunedì 4 febbraio 2008

LA METAMORFOSI DI UNA NEBBIA DEL MATTINO / THE METAMORPHOSIS OF A MORNING FOG

nebbia 2

La nebbia del mattino / The morning fog
Bologna dalla Torre degli Asinelli domenica mattina
/ Bologna from Asinelli Tower on Sunday morning

Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
...
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
....
nascondile, involale al volo
del cuore!

(G. Pascoli da "I Canti di Castelvecchio")

Garisenda vista dagli Asinelli

Distanza dalla realtà / Away from reality
La Torre della Garisenda / The Tower of Garisenda


7 chiese 4

Distacco dalla realtà / Detachment from reality
Il Cortile di Pilato visto dalla Chiesa del Martyrium (Complesso di Santo Stefano o delle Sette Chiese)/ The courtyard of Pilato from the Martyrium Church (Santo Stefano complex that consists in several medieval churches jumbled together under one roof)

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venerdì 25 gennaio 2008

PASSEGGIATE ROMANE: IL MAUSOLEO DI SANTA COSTANZA

S Costanza 1bis


Fuori dal centro storico, lungo la via Nomentana si trovano due basiliche che costituiscono uno dei complessi più suggestivi dell'età paleocristiana e bizantina. Dalla via consolare già si vede svettare il campanile della prima delle chiese, S. Agnese, da non confondere con l'omonima celebre opera del Borromini che si trova a piazza Navona. La costruzione risale al 342 e fu eretta da Costanza, figlia dell'Imperatore Costantino, anche se l'attuale edificio è stato rifatto a più riprese nei secoli successivi. Dopo una fuga di incantevoli cortiletti, una scala immersa in una soffusa e quieta penombra porta all'ingresso della seconda chiesa, Santa Costanza. Quest'ultima in realtà era un mausoleo del IV secolo dedicato alle figlie di Costantino, ossia Costanza e Elena. Successivamente divenne il Battistero di S. Agnese e nel XIII secolo fu consacrato come luogo di culto. E' raro, se non addirittura un caso unico, trovare una chiesa romana medievale con uno stato di conservazione così perfetto delle forme e delle decorazioni originali. I mosaici che ricoprono integralmente le volte a botte della navata anulare sono un capolavoro di straordinaria fattura imperniato su di una miriade di temi geometrici, vegetali e figurativi. Quando mi trovo qui il tempo, scorrendo lungo le pareti di questo luogo, diventa circolare. Ne approfitto allora per camminare, osservare, riflettere e godere della sua magnifica pace silente.

S Costanza 2

S Costanza 3

S Costanza 4S Costanza 5

S Costanza 6bis

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lunedì 21 gennaio 2008

THE GUEST IN SILENCE TRAVELING TALES: SERA IN CITTA' / EVENING IN TOWN

RICEVUTO E VOLENTIERI PUBBLICATO / RECEIVED AND PUBLISHED GLADLY



Il Professore / The Professor


La luna invade coi raggi la cucina deserta, nell'appartamento abbandonato. Nessuno si aggira silenzioso e osserva la cucina che si purifica dalle sue funzioni.
La luna si colora di rosso: il suo fuoco freddo trasfigura i piatti, i bicchieri e i fornelli.
Nessuno, mentre assapora l'idea di un caffè affrancato dalla tazzina e dalla propria esistenza, pensa che è sempre più difficile, per lui, trovare luoghi intatti dove librarsi tranquillo.
Ad un tratto la porta si apre e compare, trascinando quattro corpi, una manciata di risate.
Incalzato dalla vampata di voci, dalle lampade troppo accese, infastidito dalla carne che parla, nessuno fugge.

Disegno e testi di N. Manzoni (© Tutti i diritti riservati)

The moon invades the deserted kitchen in the abandoned apartment. Nobody silently walks around and watches the kitchen that purifies its functions.
The moon becomes red: its cold fire transfigures dishes, glasses and stove.
Nobody, while enjoying the idea of a coffee without cup and its own existence, thinks that it is increasingly difficult for him to find intact places where making his flight quietly.
Suddendly, the door opens and a handful of laughs, dragging four bodies, appears there.
Pressed by the flushing voices and the heateded lamps, bothered by the speaking flesh, Nobody runs away.

by N. Manzoni (© All Rights Reserved)

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martedì 15 gennaio 2008

DOVE VANNO I POST / WHERE THE POSTS GO

Big Sur2

Foto scattate in inverno molti anni orsono lungo le coste del Big Sur e di Monterey (California) / Winter Pictures taken along the California Coast, between Big Sur and Monterey. A long time ago.


Per rispondere a questa domanda lascio la parola ad un grande poeta irlandese, W.B. Yeats:

Tutte le parole che raccolgo,
e tutte le parole che scrivo,
devono spiegare le loro ali instancabili
e mai smetter di volare,
fino ad arrivare là dove triste, è triste il tuo cuore ,
e per te cantino nella notte,
oltre il punto dove muovono le acque,
oscurate da tempesta o luccicanti di stelle.


To answer to this question, I leave the word to W.B. Yeats, a great irish poet:
All the words that I utter,
And all the words that I write,
Must spread out their wings untiring,
And never rest in their flight,
Till they come where your sad, sad heart is,
And sing to you in the night,
Beyond where the waters are moving,
Storm-darken'd or starry bright.

(Where my Books go, by W.B. Yeats)


Monterey

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lunedì 31 dicembre 2007

CAMINANDO PER MILANO

Caminando per Milano


Nel freddo pungente di un giorno assolato, l’ultimo dell’anno, mi aggiro per le vie del centro di Milano. Le strade sono rumorosamente affollate di persone e mezzi di trasporto, tutti spasmodicamente a caccia del superfluo, necessario per le celebrazioni di rito di questa sera. Ad un tratto alzo lo sguardo verso i tetti che mi sovrastano, adornati da tanti bei svettanti camini. E se mi elevassi alla quiete di lassù, lontano da questo chiasso pre-festaiolo ? La mia caminata silente comincia adesso, fra comignoli di ogni forma e colore, dalle fogge più bizarre alle geometrie più particolari. Ne fotografo moltissimi, ve ne mostro alcuni. Non trovo, nella letteratura che ho a disposizione, una storia dei camini cittadini e dei loro diversissimi stili, talvolta presenti in bella mostra nel medesimo edificio. Interrogo gli oceani dell’informazione, Google, Yahoo e Libero, che mi restituiscono solo poche notizie, per lo più commerciali. Eppure i birilli rossicci della miseria, come Gadda chiamava questi testimoni muti di un’epoca ormai scomparsa, sono stati e costituiscono un elemento architettonico importante che contribuisce profondamente alla visione di insieme di una città, di un quartiere, di un palazzo. I numerosi sbuffi di vapore che fuoriescono dalle tante bocche sembrano indicare come questo mondo non sia del tutto sparito: è semplicemente e discretamente nascosto. Esiste una economia sommersa, meglio dire … sopraelevata, che mantiene in efficienza questa fonte energetica mai rinnovata. Chi di voi utilizza ancora i camini nelle città, chi ne conosce la storia ?


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venerdì 21 dicembre 2007

NATALE / XMAS TIME

02-20

A cold day at the Rockefeller Center, N.Y.

Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale
E alcuni li possiamo trascurare:
Il mondano, l'apatico, quello sfacciatamente commerciale,
Il rumoroso (essendo i bar aperti fino a mezzanotte),
E l'infantile, che non è quello del bimbo
Che crede che ogni candela sia una stella, e che l'angelo dorato
Con le ali spiegate sulla cima dell'albero
Non sia solo una decorazione, ma un vero angelo.
Il fanciullo stupisce di fronte all'albero di Natale
Lasciatelo dunque in spirito di meraviglia
Di fronte alla Festa, che è un evento e non un pretesto.



There are several attitudes towards Christmas,
Some of which we may disregard:
The social, the torpid, the patently commercial,
The rowdy (the pubs being open till midnight),
And the childish, which is not that of the child
For whom the candle is a star, and the gilded angel
Spreading its wings at the summit of the tree
Is not only a decoration, but an angel.
The child wonders at the Christmas Tree:
Let him continue in the spirit of wonder
At the Feast as an event not accepted as a pretext.



(T.S. Eliot from The Cultivation of Christmas Trees, (1954))


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domenica 9 dicembre 2007

THE SLOW TRAIN OF ANYKSCIAI AND OTHER SMALL STORIES




Ecco un breve videodiario con impressioni, ricordi, emozioni divise in distinte, ma non indipendenti, piccole storie di viaggio.
A short video travelbook in which impressions and memories are organized in separated but not independent small travel stories

  • The slow Train of Anykščiai
  • The Misteries of the Castle Crows
  • Honni soit qui mal y danse


  • Poetry – a spirit enclosed between two words or periods, that
    which cannot be caught. (by Sigitas Geda, a lithuanian poet)

    Webroll:

  • Narrow Gauge Railway
  • Castle of Trakai
  • Lithuanian poetry

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    lunedì 3 dicembre 2007

    ONDE DI MEMORIA E PERCHE' BLOGGO / MEMORY'S WAVES AND WHY I BLOG

    Una casa fra gli alberi, Siofok, Lago Balaton, Ungheria
    A house among trees, Siofok, Lake Balaton, Hungary

    Frugando in un cassetto, vecchio di tante cose, salta fuori all'improvviso questa fotografia. E' uno dei tanti viaggi che si fanno d'estate, questo è successo più di vent'anni fa in compagnia di un amico, ex compagno di scuola. Un'onda imponente di ricordi, di una vita così lontana e diversa da quella attuale, si abbatte, mi travolge e ritirandosi lascia, sparsi, una serie di detriti della memoria. Ora è necessario metterli a fuoco, trovargli una qualche sistemazione, ma dove e come?
    Parlando di queste cose il collegamento con il famoso biscottino di Proust appare immediato quanto scontato. Ma ricordiamo insieme, ascoltando dalla sua viva voce, l'accaduto:

    Eppoco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della madeleinette. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleinette.. (Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

    E' ben noto, infatti, che Proust distingue tra memoria volontaria, quella suscitata dall’intelligenza, e memoria involontaria, indotta dai soli sensi. E’ a quest’ultima e alla sua casualità che si deve il recupero di un passato altrimenti perduto per sempre.

    Ma perchè ricordare e perchè poi affidarsi ad un Blog ? A questo punto il mio io vuole cercare, documentarsi, ed è proprio Proust che dà
    una possibile risposta:

    Voi dite, Signore, che questo è un’opera del tempo libero...vi dirò solo che una professione attiva non è la sola cosa che possa privare un uomo del proprio tempo …Ma come certi insetti o certi vegetali, un istinto mi ha spinto a deporre malgrado tutto i miei semi che io ritengo fecondi e che per quanto mal albergati, vi troveranno comunque dimora meno precaria che nel mio cervello …

    Per quanto mi riguarda, bloggare vuol dire essere collegati ad Internet. Preparare un Post è un insieme armonioso e contrapposto di searching, di copy/paste, di modifica/confronto della propria mole di immagini, video, testi e di quell'immenso patrimonio di memoria collettiva che è la Rete. Occorre poi organizzare il tutto utilizzando la sensibilità, i sentimenti, le emozioni e la capacità di esprimerli. Oggi, la recherche del proprio tempo non è scrivere chiusi
    nella stanza di sughero ma è il frutto di un dialogo continuo e dialettico con se stessi e con gli altri. Cercando non solo di udire ma di ascoltare, non solo di guardare ma di osservare. Un buon commento, acuto e mirato può stravolgere il tuo piano di lavoro, la tua direzione di marcia. Sviluppare questo sesto senso può darti "quella gioia violenta". Puoi usarlo per scoprire le tante vite passate che ti appartenevano.

    Postroll:
  • Che cosa è un Blog ?
  • Che cosa è un Blog 2: l'essenzialità


  • While cleaning out a drawer, I have found the above picture. It was one of the many trips I did in summertime, that happened more than twenty years ago in the company of a friend, a former schoolmate. A wave of impressive memories of a life so distant and different from today's, hits me. Withdrawing, leaves scattered debris of a number of memories. Now, I would like to focus them, to arrange them in some way, but where and how?
    Speaking of these things the connection with the Proust's cake seems to be immediate. So let us remember together,
    by listening from himself, the incident:

    And soon, mechanically, dispirited after a dreary day with the prospect of a depressing morrow, I raised to my lips a spoonful of the tea in which I had soaked a morsel of the cake. No sooner had the warm liquid mixed with the crumbs touched my palate than a shudder ran through me and I stopped, intent upon the extraordinary thing that was happening to me. An exquisite pleasure had invaded my senses, something isolated, detached, with no suggestion of its origin. And at once the vicissitudes of life had become indifferent to me, its disasters innocuous, its brevity illusory - this new sensation having had on me the effect which love has of filling me with a precious essence; or rather this essence was not in me it was me. I had ceased now to feel mediocre, contingent, mortal. Whence could it have come to me, this all-powerful joy? I sensed that it was connected with the taste of the tea and the cake .. (Marcel Proust, Swann's Way)

    It is a well known fact that Proust distinguishes between voluntary memory, a deliberate effort to recall the past, and involuntary memory induced by the senses only. It is the latter and its randomness that we owe the recovery of a past otherwise lost forever.

    But why to remember and why, particularly, to rely on a Blog? At this point, I want to study more in deep this topic. At the end, Proust gives me a possible answer:

    You may say, Sir, that this is a work of the free time... just to tell you that an active profession is not the only thing that may deprive a man of his time… But like certain insects or certain vegetables, an instinct has pushed to me to place my seeds, that I think fecund, and, despite the fact that they are badly lodged, there will still dwelling less precarious than in my brain…

    To my concern, blogging means being connected to the Internet. To prepare a post is a harmonious, as opposed way of searching, copying / pasting, editing / comparing its own repository of images, video, text with that immense world of the Net collective memory. Then, everything must be arranged by using its own sensibility, feelings, emotions and the ability to express them. Today, the recherche of our own time is not to write in a cork-lined room but it is the result of a continuous and dialectic dialogue with themselves and with the others. Trying not only to hear but to listen, not just to see but to watch. A good comment, acute and targeted, can dramaticaly change your work plan, your direction of travel. Developing this sixth sense can give you "this all-powerful joy". You can use it to discover the many past lives that you belonged.

    Blogroll:
    Involuntary Memory


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    venerdì 23 novembre 2007

    LA POTENZA DEL FUOCO / THE POWER OF FIRE

    Un vasto ed impressionante incendio scoppiato nel Parco del Pineto, Roma.

    A Bird's Eye View of a massive fire at the Pineto Park in downtown Rome.


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    mercoledì 14 novembre 2007

    LE VOCI DELL'ACQUA / THE VOICES OF WATER


    Honors for This Video:
    #32 - Top Rated (15/11/07) - Travel & Events - global
    #08 - Top Rated (Week 46) - Travel & Events - Italy

    #02 - Top Favorited (Week 46) - Travel & Events - Italy

    LAGHI DI PLITVICE (CROAZIA), AGOSTO 2007 / LAKES OF PLITVICE (CROATIA), AUGUST 2007

    il canto degli spiriti sulle acque

    L´anima dell´uomo
    è come l´acqua:
    proviene dal cielo
    e al cielo ritorna
    poi di nuovo
    in terra deve scendere,
    sempre mutando.
    (J.W. Goethe)



    Spirit Song over the Waters

    The soul of man
    Resembleth water:
    From heaven it cometh,
    To heaven it soareth.
    And then again
    To earth descendeth,
    Changing ever.

    (J.W. Goethe)

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    venerdì 9 novembre 2007

    IN SILENCE TRAVELING TALES: UN VIAGGIO LUNGO UN PASSO

    Follia / Madness
    N. Manzoni ( © All rights reserved)


    Il Signor G. entrò presto in ufficio, come a lui piaceva ed aveva sempre fatto per tutte le mattine della sua vita. Appese il cappello, piegò con cura la giacca sull'appendiabiti, si sedette alla scrivania. Subito percepì una strana sensazione, come se qualcosa nell'ambiente fosse cambiato. Si guardò intorno con molta attenzione. Una delle tante cartelle che affollavano il tavolo da lavoro era stata leggermente spostata dal suo luogo abituale. "Ahimè, - sospirò il Signor G. riposiziondola con millimetrica precisione - le imprese di pulizia non sono più quelle di una volta". L'ordine assoluto era una delle manie di cui era più orgoglioso. Cominciò la giornata: le sue mani rosee, grassocce, con le unghie curatissime sembravano accarezzare le pratiche. Le aprivano, le sfogliavano, tracciavano appunti, con la velocità e la determinazione di una consumata esperienza. Arrivata l'ora del pranzo, il Signor G. prese la giacca, il cappello e aprì la porta del suo ufficio. La moglie, con indosso una vestaglia giallina, stava preparando da mangiare nella loro cucina, dopo aver accuratamente apparecchiato un piccolo tavolo. Gli odori e il caldo del cibo in cottura, la vista del suo ufficio immacolato e silenzioso procuravano al signor G. un malessere che si accentuava sempre di più in un disagio. Da tanti anni in pensione, non aveva potuto smettere di lavorare, di rinunciare ad esprimere una parte così importante di sè. La sua vita era rimasta sempre uguale: casa, ufficio, casa, ma con un viaggio lungo un passo. Sulla cerniera di due mondi che si scontravano, in piedi sull'uscio, sentiva questa inquietudine interiore aumentare a dismisura. Finalmente richiuse la porta, la realtà è sempre quella che siamo in grado di accettare, e si sedette. "Ciao caro, - gli disse sorridendo la moglie - certo comincia a fare caldino adesso, che ne dici se andiamo alla nostra casetta, al mare ?". Con gli occhi bassi lui le rispose, quasi in un sussurro:" Non lo so, non ho ancora chiesto le ferie".

    English translation will come soon !

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    mercoledì 31 ottobre 2007

    MULTIMEDIA WIKINOVEL: THE IN SILENCE TRAVELING TALES

    Il contrasto dell'antico
    Stampa per l'edizione italiana di "Il mondo prima
    della creazione dell'uomo" di C. Flammarion (1886)
    (Per gentile concessione da collezione privata)



    Da questo spazio, come ho già fatto in passato, vorrei lanciare una serie di racconti corali, che chiameremo in Silence Traveling Tales, seguendo le linee delle famose Wikinovel di www.amillionpenguins.com, ma con alcune importanti e spero divertenti varianti che si possono sperimentare in un Blog. Con cadenza bimensile, circa, proporrò dei brevi ma completi racconti in cui, per chi lo desidera, sarà possibile aggiungere un proprio pezzo di storia in un qualuque punto della trama. Sono ammessi brani, foto, video e disegni. I Posts saranno sempre aggiornabili per un certo numero di mesi al termine dei quali li pubblicheremo sul Blog con i nomi degli autori che lo richiederanno.

    Ecco alcune linee guida inspirate al
    Codice Etico

  • Max 300 parole per contribuzione in lingua italiana/inglese oppure entrambe. E' possibile sia usare i commenti al Post che l'e-mail: insilenzioviaggiando@gmail.com
  • Max 3/4 foto e/o disegni oppure un breve video. Tutto il materiale dovrà essere caricato su una qualche piattaforma di sharing (Flickr, YouTube etc) e pronto per essere inserito nel Blog.
  • Ogni sottomissione dovrà contenere l'indicazione precisa su dove inserire il contributo proposto. In caso di contemporaneità, farà fede la cronologia dell' arrivo.
  • E' consentito solamente l'invio di materiale di propria personale produzione, che non sia oggetto di una qualunque forma di copyright o di proprietà intellettuale. Nulla è dovuto agli autori per il materiale inviato (pubblicati o esclusi perchè non idonei).
  • Si chiede di essere rispettosi della decenza, della privacy e di non trattare argomenti che potrebbero dar luogo a controversie in tema di discriminazione politica, razziale, religiosa, sessuale e sociale. Non si possono fare nomi di persone viventi o di fatti realmenti accaduti. Non verrà ammessa nessuna forma di pubblicità.


  • From this space, as I did in the past, I could propose to create a series of stories, the in Silence Traveling Tales, following the lines of the famous Wikinovel www.amillionpenguins.com, and introducing some important variations that are funny and suitable for a Blog. Bimonthly, I will present brief but complete tales. Those who wish, can add their own contributions at any point of the story. Texts, pics, short videos and drawings are welcome. Posts containing the works will be always upgradeable for a certain number of months after which we will publish on the Blog the final results with the names of the authors who will require.

    Here are some guidelines from the
    Ethical Guidelines

  • Please limit individual contributions to 300 words max in english or italian or both. You can either use the comments to the Post that the e-mail: insilenzioviaggiando@gmail.com
  • Max 3/4 pics, drawings or a short video. All material should be uploaded on any platform sharing (i.e. Flickr , YouTube etc.) and ready to be embedded into Blog.
  • Each submission should include the precise indication on where to insert the proposed contribution. In the case of contemporary submissions, we will keep track of the date.
  • Do not submit copyrighted material or material that you have not personally created yourselfs or contains the intellectual property rights of third parties. Nothing is due to the authors for submissions (published or excluded because unfit).
  • Please be respectful of issues of decency, privacy and legality on matters of sexually explicit language, and potentially controversial areas such as race, gender and sexuality. You can not make names, give personal information about living persons or real facts. No advertising here.



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    giovedì 25 ottobre 2007

    UNA PASSEGGIATA A TRIESTE


    E' da poco passata l'alba. Esco per godermi la fresca aria mattutina di un'altra afosa giornata estiva, qui a Trieste. Piazza Unità d'Italia è deserta, come è raro vedere, con un leggero venticello che si arrampica lungo le pareti istoriate del Palazzo del Governo e scompiglia le bandiere di quello del Municipio, in fondo alla piazza. Raggiungo il molo dove un semaforo con il rosso e il verde dirige un traffico che non esiste. Sul lungomare, lunghe file di bitte sembrano eserciti di pedoni immobili. Mi affaccio sul mare luminoso e guardo la costa ancora celata da una pallida bruma. Lì c'è Miramare e più in là il Castello di Duino, dove la leggenda narra che il fantasma di una donna vaghi, come tutti noi, in cerca di pace. Mi incammino verso via S. Nicolò, resa famosa perchè frequentata da Joyce e Svevo, e raggiungo il Canale Grande. La mia passeggiata continua e, passato il Teatro Romano, mi immergo nei vicoli della Città Vecchia ( Zità Vecia ? ... No! vissuda) Qui, fra strade strettissime, un palazzo iper-moderno spicca ma non contrasta con l'antico. E' l'effetto di Trieste, da sempre porta girevole fra culture, popoli e idee. W. Heisenberg diceva che le idee più fruttuose nascono proprio all'intersezione di diversi stili di pensiero. Il tempo avanza e i passanti divengono sempre più frequenti. Entro in un celebre bar di queste parti dove una tabella posta sul muro annuncia che vi sono ben 72 modi di fare un caffè. Ecco un modo davvero ottimo di iniziare una nuova giornata !


    It is just past sunrise. I go out to enjoy the fresh morning air of another humid summer's day, here in Trieste. Piazza Unità d'Italia is deserted, as it is rare to see, with a slight breeze that climbs along the decorated walls of the Palace of the Government and messes up flags of the Town Hall, at the bottom of the square. I reach the Pier where a traffic light, featuring alternating red and green lights, regulates a traffic that does not exist. Along the seafront, long lines of bollards seem armies of immovable pedestrians. I overlooking the "shining sea" and the coast, hidden by mist. There is Miramare and further Duino Castle, where a legend tells about a ghost of a woman who does not rest in peace, like all of us. I headed toward via S. Nicolò, made famous because attended by Joyce and Svevo, and I reach the Canale Grande. My walk continues, past the Roman Theater, in the narrow streets of the Old City. Here, an iper-modern building stands out but does not conflict with the antique ones. It is the effect of Trieste, always a revolving door among cultures, peoples and ideas. W. Heisenberg said that the most fruitful ideas are born at different styles of thought. Time advances and passers become increasingly frequent. I get in a famous bar of Trieste where a table placed on the wall announced that there are 72 ways to make a coffee. Here's an excellent way to start a new day!





































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    domenica 14 ottobre 2007

    5 MINUTI DAVANTI ALLE CASCATE DEL NIAGARA



    Walt Whitman così scriveva sul Philadelphia Press il 4 giugno del 1880 (per leggere tutto l’articolo si veda l’archivio del New York Times): *

    Per cogliere veramente l’essenza di un'immagine, di un libro, di un brano musicale, di un opera architettonica, di un grande scenario o anche della comune luce del sole o di un paesaggio, a volte bastano 5 minuti della vita di un uomo, fortunati per un concorso di circostanze occasionali, che sanno mostrare in pochi attimi il culmine di anni di lettura, di viaggio e di pensiero. Questo è quello che mi è successo con le cascate del Niagara, alle 2 di questo pomeriggio, il cui superbo aspetto fatto di azione, di colore e maestosa possanza, (come un colossale agglomerato di statue greche), dava un immediato ed indescrivibile spettacolo …
    Sopra di noi il cielo appariva chiaro, con poche nuvole bianche, limpido, spirituale e silente. …
    Fra queste briciole di ore felici, ho posto la visione di questo pomeriggio delle Cascate del Niagara. La combinazione perfetta che quei cinque minuti mi hanno fatto vedere: non solo lo straordinario gioiello che è il tutto ma l’insieme variegato ed indispensabile dei suoi contorni.

    *La presente non vuole essere una traduzione ma una libera e personale interpretazione del pensiero dell’autore, fra l’altro, anche di “Oh Capitano, mio Capitano” (tema conduttore del film L’attimo fuggente).




    In a letter to the Philadelphia Press, Walt Whitman wrote on the June 4, 1880: (for the full article see the New York Times Archives ):

    For really seizing a great picture, or book, or piece of music, or architecture, or grand scenery or perhaps for the first time even the common sunshine, or landscape, there comes now and then some lucky five minutes of a man’s life, set amid a fortuitous concurrence of circumstances and bringing in a brief flash the culmination of years of reading and travel and thought. The present case about 2 o’clock this afternoon gave me Niagara, its superb severity of action and color and majestic grouping, (like some colossal cluster of Greek statuary,) in one short, indescribable show. …
    a clear sky overhead, with a few white clouds, limpid spiritual, silent. …
    With these, I say, I henceforth place that view, that afternoon, that combination complete, that five minutes’ perfect absorption of Niagara—not the great majestic gem alone by itself, but set complete in all its varied, full, indispensable surroundings.

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