UN BLOG PER ASCOLTARE, OSSERVARE E CAMMINARE IN SILENZIO ... A BLOG FOR LISTENING, WATCHING AND WALKING IN SILENCE

lunedì 3 dicembre 2007

ONDE DI MEMORIA E PERCHE' BLOGGO / MEMORY'S WAVES AND WHY I BLOG

Una casa fra gli alberi, Siofok, Lago Balaton, Ungheria
A house among trees, Siofok, Lake Balaton, Hungary

Frugando in un cassetto, vecchio di tante cose, salta fuori all'improvviso questa fotografia. E' uno dei tanti viaggi che si fanno d'estate, questo è successo più di vent'anni fa in compagnia di un amico, ex compagno di scuola. Un'onda imponente di ricordi, di una vita così lontana e diversa da quella attuale, si abbatte, mi travolge e ritirandosi lascia, sparsi, una serie di detriti della memoria. Ora è necessario metterli a fuoco, trovargli una qualche sistemazione, ma dove e come?
Parlando di queste cose il collegamento con il famoso biscottino di Proust appare immediato quanto scontato. Ma ricordiamo insieme, ascoltando dalla sua viva voce, l'accaduto:

Eppoco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della madeleinette. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleinette.. (Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

E' ben noto, infatti, che Proust distingue tra memoria volontaria, quella suscitata dall’intelligenza, e memoria involontaria, indotta dai soli sensi. E’ a quest’ultima e alla sua casualità che si deve il recupero di un passato altrimenti perduto per sempre.

Ma perchè ricordare e perchè poi affidarsi ad un Blog ? A questo punto il mio io vuole cercare, documentarsi, ed è proprio Proust che dà
una possibile risposta:

Voi dite, Signore, che questo è un’opera del tempo libero...vi dirò solo che una professione attiva non è la sola cosa che possa privare un uomo del proprio tempo …Ma come certi insetti o certi vegetali, un istinto mi ha spinto a deporre malgrado tutto i miei semi che io ritengo fecondi e che per quanto mal albergati, vi troveranno comunque dimora meno precaria che nel mio cervello …

Per quanto mi riguarda, bloggare vuol dire essere collegati ad Internet. Preparare un Post è un insieme armonioso e contrapposto di searching, di copy/paste, di modifica/confronto della propria mole di immagini, video, testi e di quell'immenso patrimonio di memoria collettiva che è la Rete. Occorre poi organizzare il tutto utilizzando la sensibilità, i sentimenti, le emozioni e la capacità di esprimerli. Oggi, la recherche del proprio tempo non è scrivere chiusi
nella stanza di sughero ma è il frutto di un dialogo continuo e dialettico con se stessi e con gli altri. Cercando non solo di udire ma di ascoltare, non solo di guardare ma di osservare. Un buon commento, acuto e mirato può stravolgere il tuo piano di lavoro, la tua direzione di marcia. Sviluppare questo sesto senso può darti "quella gioia violenta". Puoi usarlo per scoprire le tante vite passate che ti appartenevano.

Postroll:
  • Che cosa è un Blog ?
  • Che cosa è un Blog 2: l'essenzialità


  • While cleaning out a drawer, I have found the above picture. It was one of the many trips I did in summertime, that happened more than twenty years ago in the company of a friend, a former schoolmate. A wave of impressive memories of a life so distant and different from today's, hits me. Withdrawing, leaves scattered debris of a number of memories. Now, I would like to focus them, to arrange them in some way, but where and how?
    Speaking of these things the connection with the Proust's cake seems to be immediate. So let us remember together,
    by listening from himself, the incident:

    And soon, mechanically, dispirited after a dreary day with the prospect of a depressing morrow, I raised to my lips a spoonful of the tea in which I had soaked a morsel of the cake. No sooner had the warm liquid mixed with the crumbs touched my palate than a shudder ran through me and I stopped, intent upon the extraordinary thing that was happening to me. An exquisite pleasure had invaded my senses, something isolated, detached, with no suggestion of its origin. And at once the vicissitudes of life had become indifferent to me, its disasters innocuous, its brevity illusory - this new sensation having had on me the effect which love has of filling me with a precious essence; or rather this essence was not in me it was me. I had ceased now to feel mediocre, contingent, mortal. Whence could it have come to me, this all-powerful joy? I sensed that it was connected with the taste of the tea and the cake .. (Marcel Proust, Swann's Way)

    It is a well known fact that Proust distinguishes between voluntary memory, a deliberate effort to recall the past, and involuntary memory induced by the senses only. It is the latter and its randomness that we owe the recovery of a past otherwise lost forever.

    But why to remember and why, particularly, to rely on a Blog? At this point, I want to study more in deep this topic. At the end, Proust gives me a possible answer:

    You may say, Sir, that this is a work of the free time... just to tell you that an active profession is not the only thing that may deprive a man of his time… But like certain insects or certain vegetables, an instinct has pushed to me to place my seeds, that I think fecund, and, despite the fact that they are badly lodged, there will still dwelling less precarious than in my brain…

    To my concern, blogging means being connected to the Internet. To prepare a post is a harmonious, as opposed way of searching, copying / pasting, editing / comparing its own repository of images, video, text with that immense world of the Net collective memory. Then, everything must be arranged by using its own sensibility, feelings, emotions and the ability to express them. Today, the recherche of our own time is not to write in a cork-lined room but it is the result of a continuous and dialectic dialogue with themselves and with the others. Trying not only to hear but to listen, not just to see but to watch. A good comment, acute and targeted, can dramaticaly change your work plan, your direction of travel. Developing this sixth sense can give you "this all-powerful joy". You can use it to discover the many past lives that you belonged.

    Blogroll:
    Involuntary Memory


    3 commenti:

    Miriam ha detto...

    condivido molto di quello che scrivi. un caro saluto,
    Miriam

    Giulio ha detto...

    Hey un momento!
    Quella casa tra gli alberi a Siofok la conosco bene!
    E' stata abbattutta circa 10 anni fa, al suo posto ora c'è un deposito di canoe.
    Conosco bene Siofok, avendo vissuto a Balatonfured, dall'altra parte del lago di Balaton.
    Un saluto a Nena Kerner
    Giulio

    Biancaneve ha detto...

    Anch'io sono stata a Balatonfüred, a Tihany per verità, sul promontorio dove l'acqua del Balaton è la più profonda e non mi ricordo di quella casa. A Siofok per una estate ho servito birra in uno stand con un mio fidanzato di allora.